Mi fanno ridere le ricette. Ci trovi cose tipo “Radice di rabarbaro turkmeno 12g. Imbevete la radice di rabarbaro nel seme caldo di un dugongo appena masturbato e ripassate in padella con una soluzione satura di blu di metilene. Servite alla temperatura del nucleo di una nebulosa gialla”. E tu sei lì che leggi la ricetta con un panetto di burro vecchio in mano, un cucchiaio arrugginito, mezza cipolla, in pigiama, con una gocciolina di piscio che ti cade dall’uccello e due occhiaie come due nemesi bibliche. (Woland - FF)

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