December 2010
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C’è Zara Home a ricordarti che la tua vita è squallida e volgare. Puoi andarci il sabato pomeriggio, mischiandoti alla folla del sottoproletariato di periferia che rimbalza tra i tavoli stile liberty e le candele al sandalo, stordita dagli spruzzi di vaniglia bourbon e di qualcosa di più esperidato. Ah, quella tovaglia, quel pizzo tagliato al laser che appoggia su un tronco di betulla bianca...
“I always deserve the best treatment because I never put up with any other.” (Emma)
“Gli australiani sono gente strana. Tipo, si sono rifiutati di proiettare L.A. zombie perché secondo loro inneggia alla necrofilia. Certo, vedo un morto che scopa uno vivo e subito mi fiondo al cimitero sperando che mi s’inculino.” (Dantès - Montecristo)
Mi fanno ridere le ricette. Ci trovi cose tipo “Radice di rabarbaro turkmeno 12g. Imbevete la radice di rabarbaro nel seme caldo di un dugongo appena masturbato e ripassate in padella con una soluzione satura di blu di metilene. Servite alla temperatura del nucleo di una nebulosa gialla”. E tu sei lì che leggi la ricetta con un panetto di burro vecchio in mano, un cucchiaio...
“Bambina, dopo avermi toccato tutte le vetrine con le manine unte di bimbadimerda, e dopo che il tuo fratellino correndo si è stoppato a un pelo dalla vetrinetta bassa… dopo dico, puoi dire a tua mamma che è una puttana?” (Una delle ragioni per cui amo mia cognata)